Iphone 3G e i servizi Google

Sembra molto semplice, in realtà non lo è. Sto preparando un articolo con tutti i problemi che ho riscontrato con questo smartphone, oggi cerco di chiarire le idee su come sincronizzare i contatti, le email e il calendario con Gmail e Google Calendar.

Se si utilizzano tutti e due, e si vogliono avere sempre sincronizzi (i nuovi appuntamenti/email creati al pc o dal telefono finiranno nell’altro apparecchio e viceversa, purché connessi ad Internet ovviamente!), basta seguire questa guida (solo in inglese) passo passo preparata da Google:

http://www.google.com/support/mobile/bin/answer.py?answer=138740&topic=14252

 

Da notare che NON bisogna scegliere “Google Gmail”, ma Microsoft Exchange perché il servizio funzioni bene!

Attenzione! Se sono stati configurati più calendari (ad esempio “lavoro”, “casa” ecc), occorre fare dell’altro per visualizzarli.

Bisogna andare nel calendario di iPhone e per ogni calendario aggiuntivo:

  1. Impostazioni -> e-mail,contatti,calendari
  2. Aggiungi account -> Altra > Aggiungi account CalDAV
  3. Come server scrivere: www.google.com
  4. Come nome utente e password usiamo quelli dell’account Gmail
  5. Come descrizione il nome del calendario secondario

 

 

Se invece si possiede solo un account email della grande G, la guida passo passo è qui:

http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=77702

stavolta in italiano.

 

Le ho provato entrambe, e funzionano, anche con l’ultimo firmware 3.1.2.

 

A breve per dei commenti su iPhone 3G!

I notebook per gli smanettoni…

Sono da evitare!

E’ mai possibile che vengano commercializzati prodotti così poco personalizzabili dall’utente e così tanto configurati dalla casa madre? Ma dai! E così male poi! Decine di funzioni inutili, senza possibilità di scelta!

Comincio dall’inizio o non si capisce di cosa mi sto lamentando.

Ho dovuto configurare per conto di una persona un notebook Toshiba (L500) con Windows Vista. Era nuovo, l’ho tirato fuori io dalla scatola. All’accensione un’interfaccia multilingua mi chiede che versione di Windows Vista Home Premium voglio installare. 32 o 64 bit. E già qui non ci siamo. Spendo una valanga si soldi e non trovo nemmeno il dvd del sistema operativo? Tutto su disco? Che scherziamo? Neppure la fatica di installarlo hanno fatto! Devo farmelo da solo!

Poco male penso, almeno così scelgo cosa installare e cosa no. Invece alla Toshiba hanno pensato bene di chiedermi solo quale versione installare, per poi fare tutto da soli. Più di due ore dopo (senza che abbia più dovuto dare un solo ok) mi ritrovo con Win 64 bit installato, insieme ad un sacco di fuffa (personalizza webcam, scorciatoia per blutooth e wi-fi, Toshiba connect -?-, Toshiba ecogreen, MacAfee in prova, Office 2007 in prova, Works in prova, icone di link ad ebay, amazon, skype… E Service Pack 1 (non 2!!). Ahhh!!! Senza contare che nonostante me l’abbia chiesto, senza dirmelo, tutto il software fornito dalla Toshiba anche se perfettamente funzionante è a 32 bit…

Seguono altre ore di lavoro per disinstallare le cose inutili, fare (a mie spese, 4 dvd costavano troppo eh!) i dischi di ripristino e cercare di riunificare il disco. Ebbe sì, non bastasse la confusione iniziale, mi ritrovo anche con 3 partizioni, una con il contenuto che ho riversato nei 4 dvd, e due per Windows e i dati… Chiedimelo almeno!!! Voglio tutto insieme!!! Ovviamente Microsoft o Toshiba non prevedono nessun software incluso per riunificare le partizioni… Bastaaaa!! Con me i portatili hanno chiuso (a parte Apple, che però devo ancora provare ;) ). Insomma, 6 ore di lavoro per avere un sistema comunque lento (ci mette tanto quanto il mio fisso vecchio di 6 anni ad avviarsi, anche adesso che ho deframmentato -ah, sotto Vista non c’è più le utili informazioni “disco con il 23% di file frammentati”-).

Tra l’altro questo portatile non ha un interruttore fisico per abilitare il wi-fi e il bluetooth, si fa tutto tramite delle scorciatoie da tastiera (tutto sommato comode, basta abituarsi). Manca del tutto un pieghevole con l’indicazione delle medesime…

Sono soddisfatto? No. Colpa di Toshiba? Non del tutto.

 

Come dovrebbe essere.

 

Dovrebbe esserci un bel dvd di Windows Vista Home Preminum, e altri con il software aggiuntivo e i driver. Tutto chiaramente indicato, tipo “driver Realtek versione 1x.x. Per chip audio HD8xx”. Così posso capire a colpo d’occhio se ce ne sono di più aggiornati. Il tutto in un menù a tendina, con caselle di spunta, per farmi scegliere cosa installare e cosa no. Magari prima facendomi scegliere tra 32 e 64 bit, ed elencandomi sono quelli nativi a 64 bit. In un terzo dvd il software Toshiba, (che così avrei la possibilità di installare, non l’obbligo), con l’elenco (anche qui diviso tra 32 e 64) e una breve descrizione della funzionalità.

Non mi sembrano richieste onerose o complicate da mettere in pratica! Ci sarebbe più ordine e più personalizzazione da parte dell’utente. Tanto me lo fanno installare comunque a mano il sistema operativo… E se uno non vuole dover discriminare tra le varie cose? Semplice, un bottone con scritto “installazione predefinita” e via!

Beh, se poi da bios potessi avere le stesse opzioni di un fisso sarebbe fantastico… Non si può scegliere quanta ram assegnare alla scheda video, o vedere quanta ne ha di integrata.

Addirittura, non mi viene riconosciuto il modello esatto, ma un generico “xx series”…. Qui però non so di chi sia la colpa, driver della scheda, sistema operativo, produttore del notebook…

Acer Aspire One A110 L dopo quasi un anno di utilizzo

Sono molto deluso dal supporto post-vendita della Acer. Dopo più di un anno dalla commercializzazione dell’Aspire One A110 con Linux, non sono stati sistemati tutti i problemi che ha questa distribuzione. L’indicatore della batteria non funziona come dovrebbe con la batteria ad alta capacità, Open Office non si aggiorna automaticamente, VLC è fermo alla versione di un anno (e passa) fa, i programmi che si possono installare sono sempre gli stessi del 2008 (tra l’altro, non mi installa skype…), le finestre di alcune applicazioni (ad esempio la calcolatrice) non mantengono le dimensioni impostate dall’utente (altre sono addirittura fuori dallo schermo), i driver bluetooth non vanno e non è stato fatto niente per migliorare le prestazioni con questo SSD scarsissimo (che so, un aggiornamento firmware, un’ottimizzazione spinta del SO)… E che dire dei modelli che sono usciti nel frattempo? Tutti uguali tra loro! Non si differenziano se non per particolari estetici! Capisco che la piattaforma Atom sia sempre la stessa, ma l’estetica? I netbook Samsung della serie NC hanno un loro perché!

E l’hardware? Tastiera retro-illuminata? Batteria con maggiore potenza che non sporge dal netbook? Display con una risoluzione superiore? ION? Nulla di tutto questo in un anno! Che fine ha fatto l’innovazione? E i prezzi stagnano vista la mancanza della stessa. Costava 170-190 un anno fa, costa la stessa cifra oggi, o poco meno.

Come mi trovo? Beh, male. La navigazione in Internet è frustrante per via del touchpad troppo piccolo, così come la risoluzione dello schermo che costringe a scorrere spesso anche in orizzontale. Il sistema operativo ha diversi bug, ancora non risolti. Il bios dopo i primi aggiornamenti veloci (tipo uno al mese) non è più stato toccato, eppure sto ancora aspettando di poter personalizzare un po’ le prestazioni dell’Atom, poter assegnare quanta memoria voglio al chip video, vedere sullo schermo i livelli di luminosità. Meglio spendere di più che avere un netbook quasi inutile come questo. Peccato che gli altri modelli differiscano solo per il disco fisso…

Che cos’è Google Wave?

Sono uno dei fortunati entrato in possesso di un invito a Google Wave (non da Google, comunque), la novità del momento che è sulla bocca di tutti. Che cos’è esattamente? Dai video e dalle descrizioni di chi l’ha provato, sembra una via di mezzo tra un social network e una chat. Ora che l’ho toccato con mano, posso dire che non è niente di tutto questo, almeno allo stato attuale. Si tratta di una chat “collaborativa”, che serve (non mi vengono in mente altri scopi) per organizzare lavori di gruppo. Si scrive, si preme “done” e tutti i partecipanti al “weave” (thread) vedono come in un forum cosa è stato detto da noi e da altri. L’unica differenza è che il “forum” è accessibile sono ai partecipanti. Almeno, dopo due giorni di utilizzo questo è quanto… Non mi sembra granché… Sarà la prima impressione o scarso approfondimento? Mi impegno ad usarlo di più e a scrivere se salta fuori qualcosa di interessante. Per ora, lo classificherei come “forum privato” e nulla più.

Perché il DRM non ha avuto successo?

E’ una domanda lecita, nonostante tutti i difetti che da sempre gli utenti gli trovano, le case discografiche e cinematografiche hanno investito per anni in questi lucchetti digitali. DRM sta per Digital Right Menagement, e sono belle parole per indicare una serie di limitazioni. I files protetti con questi meccanismi, hanno infatti pesanti vincoli: non possono essere trasferiti liberamente da un dispositivo ad un altro (spesso c’è la possibilità di farlo un numero limitato di volte, alle volta non si può proprio fare), funzionano solo su prodotti compatibili (ad esempio un lettore mp3 compatibile con i files WMA protetti se si comprano in questo formato, oppure AAC, o RealAudio…). Come dire, hai diritto ad ascoltarlo, ma solo dove e per quante volte decidono le Case. Apple è stata maestra in questo campo. Per lungo tempo (fino all’anno scorso) i file musicali comprati su Itunes erano compatibili solo ed esclusivamente su pc/mac con Itunes installato o su Ipod (non altri lettori, solo Ipod!). Questo è stato il vero motivo dell’arrivo di mp3 senza DRM. Non altri (come un’improvvisa fiducia delle case di produzione musicale nel consumatore). Apple con il suo negozio online Itunes stava acquisendo troppo potere, imponendo i prezzi che voleva agli stessi artefici del DRM. Non essere presente su Itunes con una canzone era (ed è) un grave rischio, essendo il negozio online più popolare. Apple poteva decidere i prezzi delle singole canzoni, e chi non ci stava veniva escluso dall’immenso catalogo presente. Così la svolta. Un altro formato di DRM, come i file WMA protetti, non avrebbe funzionato, poiché significava costringere i consumatori a comprare un lettore mp3 solo per quello (ovviamente gli ipod non sono compatibili con i WMA). Unica soluzione, file mp3 liberi da qualunque vincolo e quindi sfruttabili su tutti i lettori in commercio, ipod inclusi, e senza doversi necessariamente accordare con Apple stessa. E’ questo il vero motivo di un cambiamento così radicale. Si può dire che lo stesso DRM si sia rivoltato contro i propri ideatori! Buon per noi! Peccato persista in altre forme, come la protezione CSS dei dvd-video (oltre alle aree regionali, che però non sono un DRM vero e proprio), o l’ACSS che protegge i Blu-Ray. La pericolosità di questi lucchetti va cercata anche nella licenza, che consente a discrezione dei detentori dei diritti anche di revocare l’utilizzo dei files acquistati… Leggere le clausole per credere!

Cerchiamo di usare formati aperti e privi di assurde licenze e lucchetti. L’Mp3 non è libero da licenza (che è una cosa diversa dal DRM!), l’Ogg Vorbis sì. Stessa cosa per i video WMV (gli .avi in realtà sono dei contenitori, dipende dal codec, Xvid è freewere e open source, DivX no). Per i video in “alta definizione”, anche l’MKV è un contenitore. H.264 è il codec più utilizzato, anch’esso proprietario. Proprietario non significa “DRM”! DRM è un’opzione che solo i codec proprietari permettono di implementare (in teoria anche quelli a sorgenti aperti, ma non ve ne sono, chissà perché… ;) ).

Memory Card

Mi riferisco a quelle per i dispositivi di uso comune (navigatori satellitari, cellulari, fotocamere, videocamere), non a quelle (ormai in disuso) per le console.

Esisteva (esiste?) anche qui una guerra tra formati diversi e incompatibili tra loro (a parte MMC e SD). C’erano (ci sono): SD, MMC, Memory Stick, Compact Flash, XD. Tutte sostenute da un’alleanza di aziende, tranne le Memory Stick (Sony…) e le XD (Fujitsu e Olympus). In realtà, le prime ad uscire sono state le Compact Flash (che infatti sono quelle con le dimensioni fisiche maggiori), poi le MMC e le SD. Contemporaneamente a queste, Memory Stick e XD. Ormai il formato vincitore è quello SD, che ha sostituito tutti gli altri (Fujifilm si è arresa e commercializza le sue fotocamere con slot compatibili anche con SD, così come Olympus, che però sembra aver scelto le SD come esclusive). Le Compact Flash permangono solo in alcune reflex digitali di alta gamma (anche queste però sono quasi tutte compatibili con SD). Rimangono solo le Memory Stick, l’ostinata Sony continua a proporlo, solitaria, su tutti i suoi prodotti, dall PSP alle fotocamere, dalle videocamere ai portatili. Per quanto insista però, SD è ormai (per fortuna) troppo diffuso. Certo, anche di questo sono presenti tre varianti: SD, mini SD e micro SD (in ordine decrescente per dimensione), diversi per grandezza fisica, e adatti quindi ai vari dispositivi. Però sono tutti compatibili tra loro grazie ad un semplice adattatore meccanico (una SD normale che contiene al suo interno anche gli altri due formati più piccoli). C’è da aggiungere che il formato Secure Digital è diviso anche in tre varianti per capacità: SD (fino a 1 GB), SDHD -Secure Digital High Capacity- (32 GB) e SDXC -Secure Digital eXtend Capacity- (capacità fino a 2 TB). Bisogna fare attenzione al formato compatibile con il proprio dispositivo, però a dire il vero, l’unico inconveniente sarebbe l’impossibilità di leggere oltre la capacità massima supportata (di solito 2 o 4 GB). Non sono riuscito a reperire informazioni sui lettori di schede di memoria: questi leggono tutto o solo fino a SDHC (come sembra normale)? Le SDXC solo previo aggiornamento firmware?

Altra caratteristica a cui fare attenzioni sono le “classi”, che indicano la velocità di lettura/scrittura delle schede SD. La più veloce al momento attuale è la classe 6.

Dischi da 1 TB e oltre!

A dire il vero vale per tutti i dischi esterni, ma mi sono reso conto dei limiti solo con l’ultimo che ho acquistato. L’usb 2.0 mi è diventato improvvisamente stretto. E’ diffusissimo, ma rimane leeento a passare decine di GB! Mezz’oreee! Trooopooo! Va bene per chiavette usb da pochi GB, o stampati e webcam che richiedono poca banda passante o comunque meno di 35 MB/s. Questa è infatti la velocità massima nonostante la dichiarata sia di 480Mbit/s (60 MB/s). Come sappiamo in informatica la velocità teorica pubblicizzata è di molto inferiore alla reale. Al di là della polemica velocità teorica/pratica, rimane il limite. Da qualche mese è stato ufficializzato l’usb 3.0. 4200 Mbit/s, a spanne direi 270 MB/s pratici. Non esistono ancora test, ma non penso sia di molto superiore. Di sicuro lo è rispetto alla banda massima garantita dai dischi rigidi tradizionali. In questo modo l’attesa per trasferire i files verrà ridotta (e di parecchio). Peccato dover aspettare ancora mesi e mesi per vedere le prime schede madri con questa porta integrata (il chipset X58 di Intel non lo supporta, per AMD si vedrà con quello che verrà introdotto ad Aprile 2010, ma non sembra), e chissà quando per i primi dispositivi. E’ retrocompatibile con il 2.0! Rimane il passo watteraggio (solo 5W contro i 2,5 del 2.0, ma i 35 del firewire 400!). Il firewire 800, realtà già presente in tutti i Macbook Pro di Apple viene completamente ignorato dai produttori. Ancora una volta colpa della miopia (o necessità di guadagno) dei promotori dello standard. L’usb è libero da royality, e sebbene inferiore (e di molto) come qualità al firewire (sia in versione 2.0 che 3.0, come tutto, banda passante, controllo e gestione delle periferiche, alimentazione), non si è mai affermato, né (ormai) penso lo farà. Un peccato. Dovrò aspettare almeno un anno per comprare un nuovo disco (5TB? ;) ) con la nuova porta?

Ha vinto il Blu-Ray nonostante…

Ritorno a distanza di tempo sulla questione HD-DVD vs Blu-Ray (sappiamo tutti come è andata a finire).

E’ incredibile che abbia vinto un formato che risulta incompatibile con se stesso. Le diverse versioni, 1.0, 1.1, 2.0 hanno introdotto oltre a caratteristiche che l’hd-dvd prevedeva già (picture in picture, connessione ad internet, nuovi formati audio) anche nuovi meccanismi di protezione, ogni volta dichiarati “impenetrabili”. Gli utenti si sono così ritrovati con dischi regolarmente acquistati (a caro prezzo) inutilizzabili sui loro lettori se non previo aggiornamento del firmware, oppure limitati nelle funzioni. Come un formato del genere sia riuscito ad imporsi al grande pubblico? Con la potenza dei soldi. Hanno comprato accordi con le case di distribuzione dei film, e hanno integrato un lettore blu-ray in ogni PS3 (perdendo così -anche a causa del costo di acquisto ancora alto-) il primo posto (e il secondo) nella console war… Stavolta non farò come per il masterizzatore cd (pagato all’epoca 250 mila lire). Aspetterò. Non ho nessuna fretta né alcuna necessità di averlo, anzi! Fosse per me non lo comprerei mai per principio. Probabilmente tra tre-quattro anni ci sarò costretto per poter installare i programmi, ma lo farò SOLO quando costerò 50 euro o meno. Stavolta non ci sto (e non c’è nemmeno la scusa dell’archiviazione dei dati, un disco esterno è molto più conveniente e veloce).

La console perfetta

  • Unità Ottica: Lettore Dvd-Video, Dvd-Audio, Cd-Audio, Cd-Rom, Cd-R, Cd-RW, SACD, HD-DVD, Blu-Ray, Dvd-/+R, Dvd-/+R DL, Dvd-/+RW.

  • Formati supportati: video Mpeg2, Mpeg4, VC-1, DivX, XviD, Real Video, QuickTime-HD, WMV-HD, H.264, Jpg, Jpg 2000, Bmp, Tiff, Gif, Raw, Png (tutti nelle versioni più recenti). Audio mp3 (anche con VBR), aac, real audio, wma, ogg vorbis, Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS-EX, DTS neo:6, DTS 96/24, DTS-HD, DTS-HD Master Audio (tutti nelle versioni più recenti).

  • Connettori: HDMI 1.4, display port, uscita audio ottica, alimentazione (cavo IEC, alimentatore incorporato), almeno due porte usb 3.0, una Rj-45.

  • Componenti indispensabili: HardDisk (sataIII rimovibile dall’utente), scheda di rete (10/100/1000), Wi-Fi (802.11 draf n), Bluetooth 3.0.

I componenti dovrebbero essere di derivazione pc (come lo era la prima Xbox) e non proprietari, così da falicitare la programmazione dei giochi/programmi. Deve supportare OpenGL, DirectX, OpenCL, tutte nella versione più avanzata possibile nel momento della commercializzazione (attualmente, DX11, OpenCL 1, OpenGL 3.0).

Altro: joypad wireless (4 supportati), risoluzione dei giochi di 1080p (1920×1080 progressive, con adattamento a risoluzioni inferiori nel caso di schermi non fullHD). Rumorosità bassissima (deve essere appena percettibile in una stanza silenziosa). Console pilotabile da pc (e viceversa), con possibilità di accedere hai contenuti del lettore ottico e dell’HD in modo bidirezionale. Possibilità di esportare i salvataggi dei giochi su chiavetta USB. Possibilità di collegare HD esterni. Uscita contemporanea su tutti i mercati principali (Europa, Giappone, USA). Contemporanea = stessa data di commercializzazione. Una sola versione della console disponibile, completa di tutte le funzioni. Possibilità di posizionare la console sia in orizzontale che in verticale. Possibilità di aggiornare il sistema operativo della console per supportare altri formati audio/video e altre funzioni. Implementazione del gioco on-line (sullo stile di Xbox Live, con server centralizzati, e un canone annuale per poter usufruire di tutti i giochi).

Esclusa la possibilità di far uscire patch per i giochi, solo contenuti aggiuntivi scaricabili.

Sistema di riconoscimento dei movimenti come “project natal” della Microsoft (riconosce audio e video).

Naturalmente tutti i componenti devono essere della massima qualità, e l’implementazione dei protocolli la più aggiornata possibile. Politiche di sicurezza elevate (connessioni senza fili -a parte quella per il joypad- disattivate di default, implementazione algoritmi di protezione aggiornati, ad es. Wpa al posto di Wep).

La confezione di vendita deve comprendere: un joypad wireless, cavo HDMI, cavo ethernet (cat6), cavo ottico (per l’audio), cavo di alimentazione, due pile stilo AA (per il joypad).

Sì, rimpiango la prima Xbox! Quella che si avvicina di più a quanto vorrei è PS3, perché ha l’alimentatore integrato, l’hard disk rimovibile (è un normale disco SATA da 2,5”), HDMI, Wi-Fi, rete e bluetooth tutto integrato. Però non è di “derivazione” pc, avendo un processore proprietario e non supportando quindi DX o OpenGL. E i problemi a cui sta andando in contro sono sotto gli occhi di tutti…

Decoder per il Digitale Terreste

Con la fine dell’anno 2006 avrebbero dovuto cessare anche tutte le trasmissioni televisive analogiche, a favore di quelle digitali. In questo modo, sarebbe stato possibile anche fissare una data per il DAB (Digital Audio Brodcasting). Invece, il Governo ha deciso con un decreto legge, di rinviare questa scadenza prima alla fine del 2008, poi a tappe entro il 2011 . Così, le frequenze occupate che servono per il DAB, rimarranno occupate dalle trasmissioni televisive analogiche ancora a lungo, impedendone di fatto l’adozione in molte regioni italiane.

Il motivo principale del rinvio è stata la scarsa diffusioni di ricevitori e di emittenti in DDT.

Secondo me il Governo ha sbagliato ad incentivare l’acquisto del decoder, doveva sfruttare quei soldi per aiutare le emittenti a trasmettere in digitale. Alla comparsa di decine di trasmissioni in digitale, il pubblico ci avrebbe messo poco a capire la convenienza, e i prezzi dei decoder si sarebbero abbassati grazie al mercato. Un altro errore (ma non è colpa del Governo Berlusconi stavolta) è stato quello di chi ha deciso quale DDT utilizzare in Italia. Con poca lungimiranza, lo standard non prevede trasmissioni in altra definizione, ma solo in formato Pal, con una compressione Mpeg2. Nemmeno l’audio è stato contemplato, accontentandosi di un semplice Dolby Stereo… Ora si stanno diffondendo tecnologie migliori. Sono in commercio già da tempo televisioni HD Ready, così come apparecchi in grado di ricevere trasmissioni in 1080p. E gli impianti Dolby Digital 5.1 sono sempre più diffusi. Il problema è che i televisori di nuova generazione sono quasi tutti TFT, quindi con una risoluzione nativa, al di sotto della quale qualunque cosa venga visualizzata perde vistosamente di qualità. Ecco che una visione lungimirante di chi ha deciso il nostro standard televisivo per i prossimi 10 anni avrebbe parecchio aiutato. Credo che queste decisioni avrebbe dovuto prenderle l’UE, in modo da uniformare il tipo di trasmissioni in tutta Europa. Ad ogni modo non è andata così. Un decoder “aggiornato” dovrebbe avere già oggi un connettore HDMI, un decoder DD5.1, decodifica delle trasmissioni 720i, 720p, 1080i, 1080p. Abbandonando completamente gli altri (ormai obsoleti) formati. Lo standard con più qualità è il 1080p (1920×1080 progressive), che a fronte di un’altissima risoluzione (quella attuale è di 720×576 pixel interlacciati), occupa molta banda. Io avrei risolto questo problema scegliendo un formato di compressione più efficiente del Mpeg2 (magari free), ma non sono io a decidere…

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