I notebook per gli smanettoni…

Sono da evitare!

E’ mai possibile che vengano commercializzati prodotti così poco personalizzabili dall’utente e così tanto configurati dalla casa madre? Ma dai! E così male poi! Decine di funzioni inutili, senza possibilità di scelta!

Comincio dall’inizio o non si capisce di cosa mi sto lamentando.

Ho dovuto configurare per conto di una persona un notebook Toshiba (L500) con Windows Vista. Era nuovo, l’ho tirato fuori io dalla scatola. All’accensione un’interfaccia multilingua mi chiede che versione di Windows Vista Home Premium voglio installare. 32 o 64 bit. E già qui non ci siamo. Spendo una valanga si soldi e non trovo nemmeno il dvd del sistema operativo? Tutto su disco? Che scherziamo? Neppure la fatica di installarlo hanno fatto! Devo farmelo da solo!

Poco male penso, almeno così scelgo cosa installare e cosa no. Invece alla Toshiba hanno pensato bene di chiedermi solo quale versione installare, per poi fare tutto da soli. Più di due ore dopo (senza che abbia più dovuto dare un solo ok) mi ritrovo con Win 64 bit installato, insieme ad un sacco di fuffa (personalizza webcam, scorciatoia per blutooth e wi-fi, Toshiba connect -?-, Toshiba ecogreen, MacAfee in prova, Office 2007 in prova, Works in prova, icone di link ad ebay, amazon, skype… E Service Pack 1 (non 2!!). Ahhh!!! Senza contare che nonostante me l’abbia chiesto, senza dirmelo, tutto il software fornito dalla Toshiba anche se perfettamente funzionante è a 32 bit…

Seguono altre ore di lavoro per disinstallare le cose inutili, fare (a mie spese, 4 dvd costavano troppo eh!) i dischi di ripristino e cercare di riunificare il disco. Ebbe sì, non bastasse la confusione iniziale, mi ritrovo anche con 3 partizioni, una con il contenuto che ho riversato nei 4 dvd, e due per Windows e i dati… Chiedimelo almeno!!! Voglio tutto insieme!!! Ovviamente Microsoft o Toshiba non prevedono nessun software incluso per riunificare le partizioni… Bastaaaa!! Con me i portatili hanno chiuso (a parte Apple, che però devo ancora provare ;) ). Insomma, 6 ore di lavoro per avere un sistema comunque lento (ci mette tanto quanto il mio fisso vecchio di 6 anni ad avviarsi, anche adesso che ho deframmentato -ah, sotto Vista non c’è più le utili informazioni “disco con il 23% di file frammentati”-).

Tra l’altro questo portatile non ha un interruttore fisico per abilitare il wi-fi e il bluetooth, si fa tutto tramite delle scorciatoie da tastiera (tutto sommato comode, basta abituarsi). Manca del tutto un pieghevole con l’indicazione delle medesime…

Sono soddisfatto? No. Colpa di Toshiba? Non del tutto.

 

Come dovrebbe essere.

 

Dovrebbe esserci un bel dvd di Windows Vista Home Preminum, e altri con il software aggiuntivo e i driver. Tutto chiaramente indicato, tipo “driver Realtek versione 1x.x. Per chip audio HD8xx”. Così posso capire a colpo d’occhio se ce ne sono di più aggiornati. Il tutto in un menù a tendina, con caselle di spunta, per farmi scegliere cosa installare e cosa no. Magari prima facendomi scegliere tra 32 e 64 bit, ed elencandomi sono quelli nativi a 64 bit. In un terzo dvd il software Toshiba, (che così avrei la possibilità di installare, non l’obbligo), con l’elenco (anche qui diviso tra 32 e 64) e una breve descrizione della funzionalità.

Non mi sembrano richieste onerose o complicate da mettere in pratica! Ci sarebbe più ordine e più personalizzazione da parte dell’utente. Tanto me lo fanno installare comunque a mano il sistema operativo… E se uno non vuole dover discriminare tra le varie cose? Semplice, un bottone con scritto “installazione predefinita” e via!

Beh, se poi da bios potessi avere le stesse opzioni di un fisso sarebbe fantastico… Non si può scegliere quanta ram assegnare alla scheda video, o vedere quanta ne ha di integrata.

Addirittura, non mi viene riconosciuto il modello esatto, ma un generico “xx series”…. Qui però non so di chi sia la colpa, driver della scheda, sistema operativo, produttore del notebook…

Acer Aspire One A110 L dopo quasi un anno di utilizzo

Sono molto deluso dal supporto post-vendita della Acer. Dopo più di un anno dalla commercializzazione dell’Aspire One A110 con Linux, non sono stati sistemati tutti i problemi che ha questa distribuzione. L’indicatore della batteria non funziona come dovrebbe con la batteria ad alta capacità, Open Office non si aggiorna automaticamente, VLC è fermo alla versione di un anno (e passa) fa, i programmi che si possono installare sono sempre gli stessi del 2008 (tra l’altro, non mi installa skype…), le finestre di alcune applicazioni (ad esempio la calcolatrice) non mantengono le dimensioni impostate dall’utente (altre sono addirittura fuori dallo schermo), i driver bluetooth non vanno e non è stato fatto niente per migliorare le prestazioni con questo SSD scarsissimo (che so, un aggiornamento firmware, un’ottimizzazione spinta del SO)… E che dire dei modelli che sono usciti nel frattempo? Tutti uguali tra loro! Non si differenziano se non per particolari estetici! Capisco che la piattaforma Atom sia sempre la stessa, ma l’estetica? I netbook Samsung della serie NC hanno un loro perché!

E l’hardware? Tastiera retro-illuminata? Batteria con maggiore potenza che non sporge dal netbook? Display con una risoluzione superiore? ION? Nulla di tutto questo in un anno! Che fine ha fatto l’innovazione? E i prezzi stagnano vista la mancanza della stessa. Costava 170-190 un anno fa, costa la stessa cifra oggi, o poco meno.

Come mi trovo? Beh, male. La navigazione in Internet è frustrante per via del touchpad troppo piccolo, così come la risoluzione dello schermo che costringe a scorrere spesso anche in orizzontale. Il sistema operativo ha diversi bug, ancora non risolti. Il bios dopo i primi aggiornamenti veloci (tipo uno al mese) non è più stato toccato, eppure sto ancora aspettando di poter personalizzare un po’ le prestazioni dell’Atom, poter assegnare quanta memoria voglio al chip video, vedere sullo schermo i livelli di luminosità. Meglio spendere di più che avere un netbook quasi inutile come questo. Peccato che gli altri modelli differiscano solo per il disco fisso…

Che cos’è Google Wave?

Sono uno dei fortunati entrato in possesso di un invito a Google Wave (non da Google, comunque), la novità del momento che è sulla bocca di tutti. Che cos’è esattamente? Dai video e dalle descrizioni di chi l’ha provato, sembra una via di mezzo tra un social network e una chat. Ora che l’ho toccato con mano, posso dire che non è niente di tutto questo, almeno allo stato attuale. Si tratta di una chat “collaborativa”, che serve (non mi vengono in mente altri scopi) per organizzare lavori di gruppo. Si scrive, si preme “done” e tutti i partecipanti al “weave” (thread) vedono come in un forum cosa è stato detto da noi e da altri. L’unica differenza è che il “forum” è accessibile sono ai partecipanti. Almeno, dopo due giorni di utilizzo questo è quanto… Non mi sembra granché… Sarà la prima impressione o scarso approfondimento? Mi impegno ad usarlo di più e a scrivere se salta fuori qualcosa di interessante. Per ora, lo classificherei come “forum privato” e nulla più.